Beati …

Riflessione pubblicata su La Campana n. 137 Dicembre 2012.

Tante volte abbiamo accostato il brano del vangelo di Matteo (Mt 5, 1-12) in cui Gesù per otto volte proclama beati i poveri, gli afflitti, i misericordiosi, i puri di cuore, i perseguitati per causa della giustizia, ecc.

Ma se beato vuol dire felice, come fanno costoro ad essere felici? Felici saranno piuttosto i ricchi, gli “arrivati”, magari i prepotenti, ecc. Così ci viene da ragionare.

Certo la felicità la cerchiamo tutti ed è giusto che sia così. Siamo spinti a fare tante cose proprio per la ricerca ed il raggiungimento della felicità.

Ma in questa ricerca della felicità dobbiamo stare attenti alle scorciatoie ed ai surrogati. Immediato è l’esempio del drogato che nelle sostanze che consuma cerca un pericoloso surrogato della felicità.

A ben guardare tutti noi imbocchiamo sovente delle scorciatoie ed utilizziamo dei surrogati.

Le beatitudini ci aiutano allora a percorrere la via maestra verso la felicità senza scivolare nelle derive.

Certo la strada maestra verso la felicità è più lunga e passa attraverso la fatica, l’impegno personale e la donazione di sé.

Nel Natale siamo chiamati a contemplare un Bambino che nella sua vita ci ha lasciato un esempio di come si vivono le beatitudini e ci ha indicato la strada verso il Regno dei Cieli che è il luogo della massima beatitudine e felicità.

 don Franco

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