Vittorio Boglione

Don Vittorio Boglione, parroco dal 2001 al 2011

Fece il suo ingresso in una solenne cerimonia il 22 settembre 2001 presentato dal Superiore don Vittorio BoglioneProvinciale Don Mariolino Parati che, tra l’altro ci disse: “…oltre alle sue esperienze di sacerdote egli si presenta anche come esperto di musica e dovrà quindi essere un po’ il direttore d’orchestra della parrocchia…” mentre il Vescovo Mons. Pier Giorgio Debernardi proseguiva: “…l’augurio che faccio a Don Vittorio, lo prendo dal Vangelo che parla dell’amministratore e come figura io intendo colui che da oggi è in mezzo a voi. Don Vittorio sia sempre per voi l’amministratore così come il Vangelo stesso ci presenta: colui che custodisce, trasmette e dispensa i doni che Dio vuole che giungano a voi dal vostro amministratore. Auguro a Don Vittorio di essere per voi l’immagine del buon pastore e, prendendo lo spunto dalle parole di Don Mariolino: che Don Vittorio sia veramente il direttore di un coro, di un gran coro che sappia cantare le lodi a Dio che ci ha dato anche il comandamento dell’amore”.

Con queste premesse egli iniziò il suo lavoro di pastore tra e per noi. E, in quell’occasione, Donvitt replicò: “…mi rimetto completamente nelle mani del Signore che ha sempre guidato i miei passi, perché io possa essere un pastore docile, un servo fedele e possibilmente saggio…”

Don Vittorio non era un volto nuovo per noi in quanto, mesi prima, era già stato qui in convalescenza, ospite dell’Istituto del Murialdo, in quanto reduce da un intervento chirurgico agli occhi. In tale periodo prestò la sua opera nella parrocchia di Perrero, poi presso il Santuario di Sommariva del Bosco. In precedenza egli era stato parroco nella Parrocchia del Corpus Domini di Montecatini Terme.

Subito iniziò la sua opera che oggi possiamo definire “incessante e preziosa” sotto tutti i punti di vista tenendo anche conto che la sua vita, qui da noi, fu costellata da svariati e gravi problemi personali di salute, tali da  dover subire un serio intervento chirurgico; poi la dipartita prematura  di due fratelli nel 2009 e nel 2011.  Questi eventi lo misero in condizione di non poter avere sempre quella serenità che lui avrebbe auspicato, per svolgere nel miglior modo la sua importante missione. Nonostante queste serie preoccupazioni egli seppe essere, soprattutto, un gran maestro e trascinatore, particolarmente tra i ragazzi ed i giovani in età catechistica, inculcando loro uno spirito veramente cristiano, pur tra le mille difficoltà che si incontrano nella vita educativa dei giovani oggi.

Per quanto riguarda le “opere materiali” egli provvide al miglioramento estetico della chiesa con  il rivestimento in pietra della facciata della chiesa stessa, alla modifica dell’impianto di riscaldamento, per adeguarlo alle ultime norme di sicurezza e limitare i consumi energetici, oltre ad altri lavori minori di routine rientranti nella normale amministrazione.

Trascorsero ben dieci anni da quando egli fece il suo ingesso tra noi. Egli guidò la comunità da parroco esperto con tanta pazienza e tanta buona volontà, a fronte anche di inevitabili difficoltà, ma a questo punto, nella norma del loro regolamento, i superiori della Provincia Religiosa Giuseppina decisero di por fine alla sua opera qui a Pinerolo sostituendolo con l’attuale parroco don Franco Pairona.

Lasciò la Parrocchia sabato 17 settembre 2011 in una Cerimonia nel corso della quale un gran numero di fedeli si raccolse attorno a lui con alla testa il Vescovo di Pinerolo, per rendergli un caloroso saluto ed un ringraziamento per quanto egli aveva fatto per tutta la collettività.

La migliore conclusione di questo breve e sintetico excursus, è citare alcune frasi di uno scritto che un parrocchiano anonimo ha lasciato sulla porta della chiesa: è l’espressione vera di quello che è stato per tutti noi Donvitt…

“Il  dono più grande che ci hai lasciato è la tua fede. Quando tu parlavi e celebravi non era difficile capire che non recitavi ma estraevi dal cuore i tuoi pensieri… Sappiamo tutti che hai seminato a mani tese nel terreno dei giovani pur sapendo che una parte di questi semi non cadeva nella terra fertile, ma non ti sei mai perso di coraggio. Grazie Don Vittorio!”

 

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