Mario Venturini

Don Mario Venturini, parroco dal 1995 al 2001

Proveniva da Montecchio Maggiore don Mario Venturini, quando i superiori lo designarono don-Mario-Venturinicome parroco al Murialdo di Pinerolo.

Fece il suo solenne ingresso il 30 settembre1995 accolto da una folla di fedeli in solenne cerimonia presieduta dal Vescovo della Diocesi Mons. Pietro Giachetti e presentato dal Superiore Provinciale Padre Mario Aldegani.

“…sono certo che Padre Mario continuerà l’opera preziosa di chi lo ha preceduto…. Gli avvicendamenti sono sempre un po’ una sofferenza, ma possono anche essere l’occasione per un rinnovamento che coinvolga tutta la comunità cristiana insieme con la sua guida.. Padre Mario con la sua presenza a Pinerolo, porterà  l’espressione della nostra volontà  con il carisma del Murialdo mettendo i giovani al centro della nostra vita e della nostra missione…”  Con questa parole il Superiore Provinciale presentò Don Mario a noi tutti.

Certo che questa premessa non si presentava come facile promessa, in quanto il succedere a qual parroco che chiamavamo familiarmente Don John, era un’impresa tutt’altro che agevole…

Don Mario, con un suo stile tutto personale, con la caparbietà classica del popolo veneto, è riuscito, sia pure con metodi diversi dal suo predecessore, a portare la sua profonda impronta tra i fedeli del Murialdo.

In modo particolare la sua dedizione si rivolse ai bambini ed ai giovani senza dimenticare le molte persone anziane che ruotavano intorno a lui e che egli ha sempre saputo capire, aiutare e confortare nei loro problemi quotidiani con una presenza costante nei loro confronti.

Il detto veneto “fasso tuto mi”, per quanto riguarda i lavori in parrocchia, era il suo motto. Raramente ricorreva ad aiuti esterni per fare lavori anche molto pericolosi. Ricordiamo come, dopo aver deciso di sostituire i lampadari della chiesa ormai vetusti e molti simili a quelli da… bocciofila, lo trovammo per giorni, solo in chiesa  sopra un alto trabattello sovrastato da una scala sulla quale egli se ne stava a cavalcioni appendendo e collegando elettricamente i nuovi acquisti. Inutile segnalargli la pericolosità della cosa. Rispondeva:  “Lassù qualcuno mi protegge e poi… non mi è mai successo nulla di grave, vuoi che succeda oggi?” Parlando delle opere in Parrocchia dobbiamo ricordare che fu sua l’iniziativa, vista anche la disponibilità dei fondi, il rinnovo dell’intero impianto microfonico che fino  allora aveva prestato il fianco  a critiche da parte di quei fedeli che non erano più al top del loro apparato uditivo. La spesa fu notevole, ma si ottenne una buona acustica da ogni punto della chiesa grazie anche ad una nuova tecnologia di diffusori. Non mancò una tinteggiatura completa all’interno della Chiesa in quanto quelle esistente era ancora quella originale di… vent’anni prima!

Fu proprio nel periodo della sua presenza, che si sviluppò anche il gruppo di…parrocchiani/turisti per i quali egli non disdegnò mai di fare da guida in moltissimi luoghi d’interesse religioso come Lourdes, Fatima, Częstochowa, Monte Nebo in Giordania, per non dimenticare l’Anno Santo nelle terre di Gesù e chiudendo con le mete di San Paolo, da Antiochia ad Efeso in Turchia. Era un compagno di viaggio molto preparato, e quando non lo era, notavamo che si premurava di aggiornarsi su libri ed opuscoli.; era in ogni caso bravissimo a mettere a loro agio i pellegrini presenti.

Purtroppo la sua presenza tra di noi durò solo sei anni in quanto all’8  settembre 2001 lo salutammo in solenne cerimonia.  Era stato demandato ad altro incarico in quel di Viterbo.

Grande fu il rammarico dell’intera popolazione nel veder partire una persona che in 6 anni era riuscito a farsi voler bene da tutti. Questa, purtroppo era stata la decisione dei suoi superiori, ai quali Don Mario doveva prestare obbedienza.

Ecco alcune delle parole con le quali il Vescovo mons. Pier Giorgio Debernardi salutò don Mario nella funzione di commiato: “…davvero ti abbiamo visto come figlio di San Leonardo Murialdo,  per l’amore con cui hai cercato di condurre questa comunità e per essere stato segno, in essa, che l’amore di Dio è sempre un amore salvifico e generoso, tenero ed attuale: sei stato un segno dell’amore del Signore con la tua presenza discreta, a volte silenziosa, ma sempre premurosa, cercando di conoscere ogni famiglia, portando loro amore,  conforto, sollievo e speranza; sei stato attento ai piccoli, agli adolescenti, ai giovani come anche agli anziani, e per tutti hai sempre avuto una parola…/…questa è una tua prerogativa, quella di incoraggiare nei momenti difficili, di incoraggiare e insegnare il cammino della speranza e, penso, che il ricordo di questa parrocchia rimanga sempre nel tuo cuore. Anche noi ed i presbiteri ti ricorderemo, perché ti abbiamo visto sempre presente, sempre vicino. Per quest’esempio, per lo stimolo che ci hai dato. Il vescovo  ti ricorderà come il prete che ha saputo, nella semplicità, nell’umiltà, con discrezione, incoraggiare, dare fiducia, dare soprattutto ottimismo, aprire il cuore alla speranza. Grazie per tutto quello che ci hai dato…”

Queste parole compendiano in modo meraviglioso quello che è stato don Mario per noi e per la nostra parrocchia.

Il rimpianto della sua partenza, ha fatto sì che un gruppo di parrocchiani, nell’estate dell’anno successivo, abbia fatto una “spedizione di tre giorni” a salutare il nostro ex in quel di Viterbo. Qui ha avuto modo di confermargli la sua riconoscenza e lui ha ripagato facendoci da guida nella città che lo ospita, nella bellissima Viterbo. Ci ha fatto da Cicerone dei luoghi e della storia e celebrato nel nostro albergo una Santa Messa per e con tutti noi.

Don Mario è ritornato per due giorni nella sua ex parrocchia, nel marzo 2003, per celebrare il suo 50° d’ordinazione sacerdotale e ricevere il nostro caloroso augurio. Egli ci ha promesso che tornerà, se l’Altissimo glie lo concederà,  nel 2013 per celebrare il 60°. Lo accoglieremo con simpatia ed entusiasmo.

Per il momento lo ricordiamo e ringraziamo ancora per la “penultima Ave Maria” del suo Rosario quotidiano, che ci ha dedicato prima di lasciare la cura della parrocchia (l’ultima Ave la dedica alla parrocchia di Montecchio Veronese che guidava prima della nostra) e che, come ci ha confermato molto recentemente, continua ancora oggi.

Grazie don Mario.

 

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