Condurre da Gesù

Riflessione pubblicata su La Campana n. 133 Febbraio 2012

Carissimi tutti,

sono ormai quattro mesi che sono parroco. In questo periodo mi sono chiesto più volte quale sia il mio compito più specifico come parroco. Ho provato a darmi diverse risposte, ma sovente le risposte che ho trovato mi sono sembrate incomplete e parziali.

L’altro giorno riflettendo sul brano del Vangelo di Giovanni in cui viene detto:
“Giovanni Battista stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.” (Giov. 1,35).
Mi colpiva come Giovanni Battista abbia condotto da Gesù i suoi discepoli.

E mi è allora balenata questa risposta: il parroco deve “condurre da Gesù”. Certamente questo è il compito, la missione del parroco: condurre da Gesù i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani, ecc.
Condurre da Gesù perché tutti abbiano la possibilità di incontrarlo in modo significativo.

E’ un compito affascinante, bellissimo, per quale vale la pena spendere tutta la propria vita, … Ma è anche un compito che fa tremare le gambe: sono capace di condurre da Gesù? Oppure rischio di perdermi per strada e, conseguentemente, di non condurre da Gesù.

In questo compito mi sorreggono due certezze. Condurre da Gesù, ovvero testimoniare Gesù con la propria vita perché altri possano incontrarlo, è compito di tutti i cristiani. E’ quindi bello accompagnarci a vicenda da Gesù. Mi viene da paragonare la parrocchia ad una barca che ha come meta Gesù; certamente nella barca tutti i marinai hanno il loro compito finalizzato alla meta da raggiungere.

La seconda certezza nasce dal fatto che non è tanto noi che andiamo da Gesù ma è Gesù stesso che viene incontro a noi. Leggiamo nell’Apocalisse: “Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap. 3,20)

E’ Gesù che è già alla nostra porta. A noi non rimane altro che aprire la porta ed accoglierlo in casa nostra.

Don Franco Pairona

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