Incrociare lo sguardo

Riflessione pubblicata su La Campana n. 134 Aprile 2012

Entrando nella nostra bella chiesa sono sempre particolarmente attratto dal tabernacolo e dal grande crocifisso che campeggia in presbiterio.
Il tabernacolo attrae lo sguardo per la particolare geometria della radice di cedro che invita lo sguardo al centro dove appunto è incastonato il tabernacolo.
Il crocifisso non può certo sfuggire allo sguardo per le sue notevoli dimensioni e per la sua collocazione al centro della Chiesa.

Ma non sono io che prima di tutto guardo; è Gesù Cristo stesso che mi guarda quando entro in chiesa dal tabernacolo e dal crocifisso.
E come è lo sguardo di Cristo?
Per rispondere a questa domanda sono andato a rileggere le pagine del Vangelo che descrivono Gesù in croce ed, in particolare, le parole da lui dette in quel particolare momento.
Ed ho trovato queste due frasi: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34) e quanto Gesù dice rivolto a sua madre: “Donna, ecco il tuo figlio” (Gv 19,26)

Lo sguardo di Cristo nei miei confronti è allora pieno di misericordia e di benevolenza. Inoltre egli mi ha affidato a Maria, la sua madre.

Riscoprendo questo sguardo di Cristo nei miei confronti mi accorgo che cambia anche il mio nei suoi confronti. Non va più bene un guardare distratto oppure annoiato.
Entrando in chiesa non è quindi un mio guardare … ma è un nostro “incrociare lo sguardo”.

Credo che sia particolarmente bella e significativa l’esperienza di “incrociare lo sguardo” in questo periodo della Pasqua.
Lasciamoci allora questo bell’augurio pasquale di incrociare lo sguardo con Lui. E sarà uno sguardo che cambia la nostra vita.

Buona Pasqua.

Don Franco Pairona

Ritorna a: Riflessioni del parroco