Cappella Madonnina

Percorrendo via Saluzzo, appena superato il torrente Lemina e prima di incrociare via Schierano sulla sinistra incontriamo la Cappella Madonnina.

La cappella Madonnina

Spolverando vecchie carte apprendiamo che la cappella è stata costruita nel 1821 sul luogo dove in precedenza esisteva il “Pilone del Cion”. La cappella venne intitolata a “Maria Vergine SS.ma Consolatrice degli afflitti”.

La facciata della cappella è arricchita da un portico. In alto vi è la scritta D.O.M. (abbreviazione che sta per Deo Optimo Maximo – a Dio Ottimo e Massimo); sotto il portico vi si legge “Consolatrix Afflictorum” (Consolatrice degli Afflitti) e sulla porta d’ingresso vi è la scritta “Maria speranza nostra abbi pietà di noi”.

L’interno presenta un altare su cui campeggia un grande quadro della “Consolata”. Nella cappella e nella adiacente sacrestia sono conservati diversi quadri “ex-voto” e “per grazia ricevuta” del 1.800 e dell’inzio del ’900.

La cappella è custodita e conservata dai “massari”, persone che tramandandosi di generazione il compito, si incaricano di tenerla in ordine e di aprirla nelle occasioni previste.

La cappella viene utilizzata nei mesi di ottobre e di maggio per la recita del rosario alle ore 20.30; tali mesi vengono conclusi con la celebrazione della santa Messa.

Qui (storia cappella Madonnina) puoi leggere alcuni documenti storici:

  • la richiesta fatta dal notaio Luigi Paris al vescovo mons. Francesco Maria Bigex per il permesso di costruzione della cappella
  • la risposta del vescovo datata 12 febbraio 1821 in cui si permette la costruzione della cappella
  • la richiesta del notaio Paris al vescovo perché la cappella ultimata venga benedetta
  • la risposta del vescovo mons. Francesco Maria Bigex datata 7 marzo 1822 in cui incarica il teol. Michele Cercetto, canonico della Cattedrale e parroco di S. Donato di benedire la cappella
  • il resoconto della visita pastorale effettuata presso la cappella dal vescovo mons Filippo Chiesa il 24 ottobre 1883.

Eccoti una serie di fotografie dell’esterno e dell’interno. Vi sono anche un paio di fotografie storiche: