3 e 4 maggio

3 e 4 maggio

Sabato 3 e domenica 4 maggio l’Opera del Murialdo di Pinerolo (istituto e parrocchia) ospita il tradizionale incontro di preparazione delle attività estive. Ogni anno in questo periodo animatori, educatori e giuseppini di mezza Italia si ritrovano in una delle città in cui è presente la Congregazione di San Giuseppe, per condividere materiali ed esperienze in vista degli impegni di accoglienza ed animazione che le varie realtà affronteranno tra i mesi di giugno e settembre. L’appuntamento del 2013 era stato ad Oderzo, in provincia di Treviso.
Da Rivoli a Ravenna, da Trento a Viterbo, quasi 340 persone si ritrovano in questi due giorni all’insegna di giochi, balli e attività manuali, ma anche momenti di formazione, di confronto e di preghiera.
Gli animatori insieme ai loro responsabili arrivano nel primo pomeriggio di sabato, ospiti dell’Istituto Murialdo di via Regis, e qui restano fino all’ora di cena, seguendo le diverse attività che nelle settimane precedenti sono state organizzate con il contributo a distanza di tutte le Opere partecipanti. Alla cena, che è preparata con il prezioso sostegno degli alpini di San Pietro, segue un grande gioco a squadre per le vie della città, gioco che termina nella suggestiva cornice di San Maurizio, con un forte momento di preghiera a conclusione della giornata.
Per la notte gli ospiti sono divisi tra le aule dell’Engim e i locali della Parrocchia, mentre la domenica mattina si prosegue con le attività in programma fino alla partecipazione alla Messa comunitaria delle ore 11, concelebrata dai numerosi giuseppini presenti. A questa segue il pranzo e quindi il momento finale, con i saluti e i ringraziamenti, la consegna di un ricordo e il rinnovo dell’appuntamento all’incontro del prossimo anno.
Due giorni intensi insomma, che da tempo vengono progettati e che testimoniano come dietro al servizio offerto come estate ragazzi si nasconda una lunga ed impegnativa preparazione. Un preparazione che peraltro ha visto la collaborazione delle diverse realtà presenti all’interno dell’Opera, dalle catechiste ai professori dell’Engim, dagli scout al gruppo biblico, a quello delle pulizie, coinvolgendo anche quelle singole persone che in qualche modo si sono rese disponibili, perché questo evento non vuole essere soltanto la festa degli animatori, ma di un’intera comunità.
E prima ancora questi due giorni testimoniano un desiderio di unità, di confronto e di crescita comune tra ragazzi che vivono a centinaia di chilometri tra loro e che una o forse due volte all’anno si ritrovano condividendo gli stessi ideali e vivendo fino in fondo questa esperienza secondo le parole del Murialdo: “come una sola e ben unita Famiglia”.